Una sera Ernst Kazirra si imbatte in uno sconosciuto che scarica bauli di sua proprietà in un fossato. In cerca di informazioni, Kazirra scopre i suoi giorni perduti, ne esamina tre e supplica lo sconosciuto di ripararli anche a costo di pagarli caramente, ma quest’ultimo scompare con i bauli al calar del sole.

Il tempo perso non è recuperabile. E’ frequente, specie nella società attuale, essere sopraffatti dalle ambizioni e dimenticarsi delle persone amate di cui ci si circonda. L’espressione “Lo sconosciuto scaricò la cassa e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro, che era già ingombro di migliaia e migliaia di altre cose uguali” suggerisce che l’azione non accade per la prima volta e rappresenta il modo per mezzo del quale, rendendosi conto degli errori commessi, è possibile quantificarne la frequenza. Riconoscere i propri errori significa anzitutto riconoscere i propri limiti, non come occasione per non impegnarsi in qualcosa, ma come necessità di essere aiutati; questo permette di riconoscere ed essere grati ai propri cari, a coloro in grado di amare veramente.
“Lo sconosciuto scaricò la cassa e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro, che era già ingombro di migliaia e migliaia di altre cose uguali”
Dino Buzzati, dalla Boutique del Mistero
In secondo luogo permette di distinguere le ambizioni personali dalla devozione ad una specifica attività, creando un taglio netto tra le due realtà.

Buzzati propone un insegnamento convincente: se come si è detto, è impossibile recuperare il tempo perduto fisicamente, è sempre possibile riscoprire la preziosità di ciò cui un tempo si era meno riconoscenti, per proseguire nel futuro adottando una diversa modalità di percezione della realtà.